La roccaforte di Gradara si erge su un colle (142 m sul livello del mare) al confine tra Marche e Romagna in posizione strategica e dominante.
Dista 25 Km da Rimini, 13 da Pesaro, 3 dalla strada Adriatica.
A tutti quelli che la raggiungono piace rievocare il tempo antico mentre si compie il giro sulle merlate mura e si supera il ponte levatoio e si incontra l'elegante cortile.
Le sale interne ricordano gli splendori delle potenti famiglie che qui hanno governato: Malatesta, Sforza e Della Rovere. La costruzione ebbe inizio attorno all'XII secolo per volontà di Pietro e Ridolfo De Grifo che usurparono la zona al comune di Pesaro.
Nella prima metà del XIII secolo, Malatesta da Verucchio detto il Centenario, aiutato dal papato, si impossessò della torre dei De Grifo e ne fece il mastio della attuale Rocca.
Web Site: www.gradara.org
Lungo il percorso, che parte da un'altitudine di 290 metri per scenderne 70 in profondità, potrai esplorare il sistema sotterraneo delle Grotte di Onferno.
Composte di roccia gessosa, sono originate dall'azione erosiva dell'acqua d'infiltrazione su strati di terreno di diversa compattezza, permeabilità e solubilità.
Si tratta, quindi, di grotte a morfologia carsica, con un corso d'acqua sotterraneo ed una serie di cavità a vari livelli collegate tra loro con cunicoli, strettoie e fessure.
Mondaino si trova a circa 30 km da Rimini, 25 da Urbino, 20 da Riccione e da Pesaro, 15 da Cattolica; le uscite autostradali sono Cattolica venendo da Nord e Pesaro venendo da sud.
Il nome del luogo, che nel corso dei secoli ha subito un'evoluzione (MONS DAMARUM - MONTE DAINO - MONDAINO), fa riferimento ai daini presenti, un tempo in quantità significativa nei boschi della zona.
La terra di Mondaino riconosce la sue origini dagli Etruschi che, nella loro espansione verso la pianura Padana, si insediarono in queste zone dopo aver cacciato gli Umbri.
In età romana Mondaino era celebre per la presenza di un tempio dedicato a Diana, dea della caccia e dei boschi che ricoprivano in abbondanza questo monte.
Nel 1289 Mondaino insieme ad altri castelli dei riminesi si ribellarono ad Urbino passando dalle porte dei Malatesta.
Citato nelle cronache come il "Paese dei Patti" cioè dei contatti e dei contrasti dei Malatesta coi Montefeltro.
Nel 1393 Carlo Malatesta firmò la pace con l'acerrimo nemico Antonio da Montefeltro, nel 1459 Sigismondo Pandolfo Malatesta incontrò Federico II, duca d'Urbino, presso il convento fondato da S.Francesco, secoli addietro, sul vicino monte Formosino.
Nel 1462 il trattato con i Malatesta era ormai un ricordo e Federico riuscì a conquistare il castello di Mondaino per farne dono alla chiesa.
Fra gli eventi di maggior significato si ricordi la presenza di un fantasma che divertendosi a movimentare la quotidianità tranquilla dei Mondanesi ha concorso a creare un'aureola intrisa di mistero (è stato addirittura ipotizzato un gemellaggio con alcuni castelli scozzesi).
Nel 1516 venne infatti assassinato da un marito tradito il poeta Giovanni Muzzarelli, personaggio di spicco alla corte di Ubaldo di Montefeltro, protetto dal Bembo e dall'Ariosto.
Le terre del Mondaino rimasero proprietà della Chiesa sino al 1797 quando divenne parte costitutiva della Repubblica Cisalpina sotto l'occupazione di Napoleone Bonaparte.
Le truppe piemontesi l'11 settembre 1860 passarono il confine di stato della Chiesa presso Cattolica e presso Mondaino ed invasero le Marche per ricongiungersi a Garibaldi che combatteva a sud.
Da allora Mondaino con la sua storia seguì le vicessitudini del Regno d'Italia.
Web Site: www.mondaino.com
Particolarmente adatta a famiglie e gruppi scolastici, la visita diurna accompagna il visitatore in un affascinante viaggio attraverso 2000 anni di storia.
Quando nella seconda metà del XV secolo ai Malatesta subentrarono i conti Guidi di Bagno di Romagna, alla fortezza si aggiunse la residenza signorile.
Ai saloni dei pranzi e delle feste si affiancano ancora oggi dunque la torre difensiva e le celle militari.
All'interno numerosi pezzi d'arredo originali offrono una panoramica unica su circa 500 anni di storia del mobile italiano.
Nessuno potrà rimanere indifferente di fronte ai numerosi "sfoggiati", così come nessuno potrà resistere al fascino senza tempo della leggenda di Azzurrina.
Nasce verso la fine degli anni 80 un pò come sfida nei confronti di coloro che, scettici e non critici verso le "Fenomenologie Anomale", la definivano come puro e semplice evento turistico o ancor peggio operazione commerciale.
Non fu così, verso il 1996, con una mole notevole di materiale di studio selezionato nell'arco di cinque anni, centri Specializzati sul "Paranormale" iniziarono la loro attività "parallela" di ricerca al castello.
Web Site: www.castellodimontebello.com
Forse la più conosciuta e celebrata tra le fortezze del Montefeltro, la rocca di San Leo svetta, in posizione imprendibile, alla sommità di una cuspide rocciosa che sovrasta l'abitato omonimo e domina la valle del Marecchia.
L'importante posizione politica e strategica del centro, nell'ambito di un territorio di confine lungamente frazionato e conteso, favorì la creazione di una piazzaforte tra le più importanti d'Italia, spesso riconosciuta come modello di inespugnabilità.
I vantaggi del sito vennero sfruttati fin dal Medioevo, ma le forme dell'attuale struttura difensiva risalgono alla seconda metà del XV secolo, quando Federico da Montefeltro realizzò una serie di opere, forse solo in parte condizionate da precedenti interventi, cui quasi certamente sovraintese Francesco di Giorgio Martini.
La fortezza si articola su due livelli.
In sommità si estende la compatta struttura di un mastio dalla forma allungata che si protende verso levante con profilo acuminato, mentre più in basso si trovano due torrioni collegati da una cortina dal profilo spezzato che danno luogo a una composizione di forme articolate e complesse, spesso in contrasto fra loro.
Gli elementi a scarpa, le cornici e i modiglioni di coronamento sono elementi ricorrenti nel repertorio dell'architetto senese, che forse qui fu impegnato in una delle sue più precoci opere di fortificazione.
La fama della rocca è anche dovuta alla reclusione di Giuseppe Balsamo (il conte di Cagliostro) che vi restò imprigionato per oltre quattro anni, fino alla morte, avvenuta nel 1795.
Gli spazi interni della rocca sono oggi attrezzati per soddisfare esigenze espositive e museali.
Web Site: www.comune.san-leo.ps.it