Mondaino si trova a circa 30 km da Rimini, 25 da Urbino, 20
da Riccione e da Pesaro, 15 da Cattolica; le uscite autostradali
sono Cattolica venendo da Nord e Pesaro venendo da sud. Può
essere raggiunto avvalendosi dei servizi tram- linea extra urbana
provinciale 175 e 180. Il nome del luogo, che nel corso dei
secoli ha subito un’evoluzione (MONS DAMARUM- MONTE DAINO-
MONDAINO), fa riferimento ai daini presenti, un tempo in quantità
significativa nei boschi della zona. La terra di Mondaino riconosce
la sue origini dagli Etruschi che, nella loro espansione verso
la pianura Padana, si insediarono in queste zone dopo aver cacciato
gli Umbri. In età romana Mondaino era celebre per la
presenza di un tempio dedicato a Diana, dea della caccia e dei
boschi che ricoprivano in abbondanza questo monte. Nel 1289
Mondaino insieme ad altri castelli dei riminesi si ribellarono
ad Urbino passando dalle porte dei Malatesta. Citato nelle cronache
come il “Paese dei Patti” cioè dei contatti
e dei contrasti dei Malatesta coi Montefeltro. Nel 1393 Carlo
Malatesta firmò la pace con l’acerrimo nemico Antonio
da Montefeltro, nel 1459 Sigismondo Pandolfo Malatesta incontrò
Federico II, duca d’Urbino, presso il convento fondato
da S.Francesco, secoli addietro, sul vicino monte Formosino.
Nel 1462 il trattato con i Malatesta era ormai un ricordo e
Federico riuscì a conquistare il castello di Mondaino
per farne dono alla chiesa. Fra gli eventi di maggior significato
si ricordi la presenza di un fantasma che divertendosi a movimentare
la quotidianità tranquilla dei Mondanesi ha concorso
a creare un’aureola intrisa di mistero (è stato
addirittura ipotizzato un gemellaggio con alcuni castelli scozzesi).
Nel 1516 venne infatti assassinato da un marito tradito il poeta
Giovanni Muzzarelli, personaggio di spicco alla corte di Ubaldo
di Montefeltro, protetto dal Bembo e dall’Ariosto. Le
terre del Mondaino rimasero proprietà della Chiesa sino
al 1797 quando divenne parte costitutiva della Repubblica Cisalpina
sotto l’occupazione di Napoleone Bonaparte. Le truppe
piemontesi l’11 settembre 1860 passarono il confine di
stato della Chiesa presso Cattolica e presso Mondaino ed invasero
le Marche per ricongiungersi a Garibaldi che combatteva a sud.
Da allora Mondaino con la sua storia seguì le vicessitudini
del Regno d’Italia.